Guida alla scelta della corretta protezione dei piedi


Protezione del piede

I piedi rappresentano la parte terminale dei nostri arti inferiori e vanno assolutamente protetti da tutti quei rischi considerati prevedibili, sia che ci si trovi in un ambiente lavorativo, sia al di fuori. In un contesto lavorativo sarà comunque cura del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, o del datore di lavoro stesso, individuare i fattori di rischio e definire le misure necessarie affinchè venga tutelata la salute fisica del lavoratore. In particolare, i piedi vanno protetti con opportune scarpe da lavoro individualizzate, in funzione dei possibili pericoli; ci riferiamo a pericoli di tipo meccanico (come la caduta o il rotolamento di oggetti pesanti, acuminati o taglienti), di tipo termico (dovuti a sbalzi importanti di temperatura o alla presenza di scintille da saldatura), di tipo chimico (sostanze acide, solventi o carburanti) e/o di tipo elettrico (causati dal contatto con attrezzature sotto tensione o da scariche elettriche).
 

1. I principali rischi per la SALUTE

Il piede, per la sua struttura anatomica, è quella porzione di arto che conferisce all'uomo la possibilità sia di mantenere la posizione eretta che di deambulare. Affinché il corpo conservi la postura corretta, sia in condizione di movimento che di riposo, è fondamentale che il peso venga sempre uniformemente ripartito in corrispondenza dei tre punti di carico posti in testa al I°, al IV° e al V° metatarso e al calcagno. Questo si traduce in una scelta consapevole e ben pensata delle giuste scarpe da indossare, soprattutto durante l'attività lavorativa che interessa una porzione importante della giornata di ciascuno di noi.
Indossare scarpe non idonee all'utilizzo specifico può comportare a una serie di conseguenze assolutamente non trascurabili a carico dei piedi stessi, delle caviglie, delle ginocchia e della schiena.


2. I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

Le scarpe da lavoro si suddividono in tre principali categorie in accordo alle tre Norme Europee più importanti che ne regolamentano i requisiti di base e i requisiti supplementari. 

Affinchè la lettura risulti più fluida, prima di procedere alla categorizzazione delle calzature, indichiamo di seguito i requisiti supplementari:

 

Simbolo

Requisiti supplementari

P

Resistenza alla penetrazione

A

Proprietà elettriche: calzatura antistatica

E

Assorbimento di energia nella zona del tallone

WR

Resistente all’acqua

M

Protezione metatarsale

HI

Isolamento contro il calore (30 minuti a 150 °C)

CI

Isolamento contro il freddo (30 minuti a -20 °C)

ESD

Scarpa dissipativa per proteggersi dalle scariche elettrostatiche (Cert. CEI EN 61340-4-3)

WRU

Assorbimento e penetrazione dell’acqua

CR

Resistenza della tomaia al taglio

HRO

Resistenza al contatto da calore (60 secondi a 300 °C)

FO

Resistenza agli olii combustibili


Ciascuna calzatura viene inoltre classificata in funzione alla tipologia e al materiale principale di realizzazione, ossia:
 

Scarpe da lavoro Tipo I

 

Tali calzature sono realizzate in cuoio e altri materiali (sono escluse le calzature di gomma o materiale polimerico)

Scarpe da lavoro Tipo II

Tali calzature sono realizzate in gomma vulcanizzata o con materiali polimerici (completamente stampate)


Come precedentemente accennato le scarpe da lavoro si suddividono in tre principali categorie:
 

1. Scarpe da lavoro di Sicurezza o Antinfortunistiche (EN ISO 20345:2012)

 

Tipo I

SB

Dotate di puntale di protezione con resistenza a un impatto pari a una forza di 200 joule e a una compressione pari a 15 kN

 

S1

= SB + Proprietà antistatiche (A) + Suola resistente agli oli e agli idrocarburi (FO) +  Tallone assorbitore di energia (E)

 

S2

= S1 + Tomaia resistente alla penetrazione e all’assorbimento dell’acqua (WRU)

 

S3

= S2 + Suola esterna con ramponi + Soletta antiperforazione (P)

 

Tipo II

S4

= SB + Proprietà antistatiche (A) + Suola resistente agli oli e agli idrocarburi (FO) +  Tallone assorbitore di energia (E)

 

S5

= S4 + Suola esterna con ramponi + Soletta antiperforazione (P)

2. Scarpe da lavoro di Protezione (EN ISO 20346:2014)

 

Tipo I

PB

Dotate di puntale di protezione con resistenza a un impatto pari a una forza di 100 joule e a una compressione pari a 10 kN

 

P1

= PB + Proprietà antistatiche (A) + Suola resistente agli oli e agli idrocarburi (FO) +  Tallone assorbitore di energia (E)

 

P2

= P1 + Tomaia resistente alla penetrazione e all’assorbimento dell’acqua (WRU)

 

P3

= P2 + Suola esterna con ramponi + Soletta antiperforazione (P)

 

Tipo II

P4

= PB + Proprietà antistatiche (A) + Suola resistente agli oli e agli idrocarburi (FO) +  Tallone assorbitore di energia (E)

 

P5

= P4 + Suola esterna con ramponi + Soletta antiperforazione (P)

3. Scarpe da lavoro Occupazionali (EN ISO 20347:2012)

 

Tipo I

OB

Senza puntale di protezione

 

O1

= OB + Proprietà antistatiche (A) + Suola resistente agli oli e agli idrocarburi (FO) +  Tallone assorbitore di energia (E)

 

O2

= O1 + Tomaia resistente alla penetrazione e all’assorbimento dell’acqua (WRU)

 

O3

= O2 + Suola esterna con ramponi + Soletta antiperforazione (P)

 

Tipo II

O4

= OB + Proprietà antistatiche (A) + Suola resistente agli oli e agli idrocarburi (FO) +  Tallone assorbitore di energia (E)

 

O5

= O4 + Suola esterna con ramponi + Soletta antiperforazione (P)

3. I materiali

4. Normative Europee di riferimento e Marcatura

Ricordiamo che ogni calzatura di protezione deve essere marcata, riportando le seguenti indicazioni:
  • l'identificazione del fabbricante e il relativo marchio d'identificazione;
  • il paese del fabbricante;
  • la Marcatura CE;
  • la misura;
  • la data di fabbricazione;
  • l'identificazione della norma di riferimento (ossia ISO EN 345, EN 346, EN 347); 
  • il simbolo o i simboli adeguati alla protezione fornita;
  • la relativa categoria di appartenenza.